Cotto e Mangiato


Cotto e Mangiato da Benedetta Parodi


Autore: Benedetta Parodi
Editore (Anno): Vallardi A. (2009)
Numero di pagine: 238
Quante ricette hai provato finora: 3
Dove hai comprato il libro: Amazon
ISBN: 978-88-7887-302-5

Come una Falena alla Fiamma

Credo di essere una delle poche italiane che non abbia mai visto il programma Cotto e Mangiato in onda su Italia 1. Ciò nonostante, quando mi si è presentata l’occasione di scegliere un libro di cucina da recensire, Cotto e Mangiato è stato la mia prima scelta. Probabilmente la mia preferenza origina dalle varie raccomandazioni di amiche che hanno comprato e usato il libro quotidianamente. E da mia mamma: è stata lei a convincermi che le ricette proposte sono semplici e di impatto. Mia mamma guarda spesso il programma di Benedetta e mi racconta che talvolta Benedetta si accompagna di una delle sue figlie che le fanno il countdown alla realizzazione di una ricetta. Questo particolare mi porta ad immaginare di intraprendere la sperimentazione di tante golose ricette con l’aiuto dei miei bimbi. Mi sembra già di sentirli con la loro dolce vocina, “È pronto mamma?” Allora veloce, sperimentiamo!

Cinque Preferenze

Le 5 ricette che preferisco in questo libro sono:

5. “Cookies” (pag.92)

4. “Torta al Cioccolato e Riso Soffiato” (pag.77)

3. “Pollo al Sale” (pag.54)

2. “La Pizza di Luca” (pag.17)

…and my pick for the No.1 quote is…

1. “Torta Cioccolatino” (pag.192)

Nuovi Ingredienti

Gli ingredienti sono regali meravigliosi della natura. Mettili insieme e fai nascere la poesia del gusto. Ricombinali e l’esperienza cambia. Per apprezzare il gusto, si deve anche capire la provenienza del prodotto.

Nuovo ingrediente: misticanza (sostantivo)

Definizione (Fonte: Treccani): Mescolanza, miscuglio di più cose. Anticam. la parola aveva senso generico; indicò tra l’altro un genere musicale in voga in Italia nei sec. 16° e 17°, caratterizzato da una mescolanza, nell’àmbito di uno stesso brano monodico, di diversi testi, spesso ricchi di giochi di parole e di doppî sensi, e di melodie o frammenti di melodie di varia provenienza, soprattutto popolare. Oggi indica in varî luoghi dell’Italia centr., per lo più nella variante misticanza, un insieme di varie erbe, in origine erbe di campo, poi anche coltivate, da mangiare in insalata. Sinonimi (Fonte: Dizionari, La Republica): mesticanza, mescolanza, miscuglio, mestica Origini (Fonte: Wikipedia): Nella cucina romana la portulaca o porcacchia appartiene a quel misto di varie verdure domestiche e selvatiche crude che sono consumate in insalata sotto il nome di misticanza o insalata di mescolanza. Anticamente questa misticanza la portavano a casa i frati passando a chiedere l’obolo alle famiglie, ed infatti in Corsica la portulaca viene tuttora chiamata “erba fratesca”. Usato in: “Insalata in Camicia” (pag.65)

Nuovo ingrediente: paprika (sostantivo)

Definizione (Fonte: The Free Dictionary): condimento piccante a base di peperoni essiccati polverizzati Sinonimi: capsicum Origini (Fonte: Wikipedia): Il peperone, che appartiene alla famiglia delle Solanaceae, fu introdotto in Europa dagli ungheresi, che lo importarono dai Turchi, che a loro volta lo avevano preso in India (sebbene l’origine della pianta sia americana). Usato in: “Paella di Terra e Mare” (pag.219)

Conversazione con il Lettore

Quando leggo, scrivo, e scrivendo, leggo. Ecco alcune riflessioni ispirate dai piatti creati usando questo libro di ricette:

“ ‘Non c’è niente di più bello di una cucina che profuma di torta,’ scrive Parodi. Concordo pienamente. Nelle varie fasi della vita che fino ad ora ho attraversato i dolci sono sempre stati il mio punto di riferimento culinario: da studentessa i dolci erano la mia principale fonte di energia, da fidanzatina i dolci erano i miei ‘partners in crime’: il mio fidanzato accettava il mio essere vegetariana con un sorriso se a fine cena l’aspettava una torta golosa. Sono poi passata per la fase di ‘donna in carriera,’ periodo della vita nel quale il tempo per cucinare mancava sovente; usavo i ritagli di tempo disponibile per preparare torte. Attività che trovavo altamente soddisfacente e, molto probabilmente, sostitutiva di una visita dallo psicologo e del fitness in palestra, per sfogare eventuali frustrazioni lavorative. Da donna in carriera sono poi diventata una ‘moglie straniera,’ quella che non cucina e si fa viziare (a questo punto mio marito cuoceva le torte per me). Poi sono diventata mamma, ho (ri)cominciato a cucinare ed ad impastare torte praticamente un giorno su due, ed il cerchio si è chiuso. Certo, lo stile di cucina è cambiato un pò, ora mi concentro su torte salutari con poco zucchero e pochi grassi. Niente mi fa sentire una mamma migliore del fatto di poter presentare ai miei bimbi per colazione o merenda un sano dessert.”

“Nel libro si parla spesso di ‘piatti inventati per riciclare gli avanzi del giorno prima.’ Cosa molto nobile evitare di buttare il cibo rimasto. Malgrado tutto, invece di riciclare preferirei pensare ad evitare gli sprechi. Certo, la parola riciclo fa tanto tendenza—e non parlo del campo culinario necessariamente—ormai si trova dovunque. Io non sono pienamente d’accordo. Credo che in parte sia una bella trovata di marketing. Oggi dobbiamo farci vedere interessati agli altri, al pianeta, e la parola riciclo ci dà conforto, ci fa sentire migliori. Penso piuttosto che bisognerebbe cercare di ridurre gli sprechi prima di iniziare a cucinare. Valutiamo cosa ci serve quotidianamente, scegliamo i cibi di stagione, quelli a chilometro zero, quelli che si possono coltivare in giardino o prendere dall’ortolano sotto casa, rivediamo il concetto di spesa settimanale: perchè riempire i carrelli, buttare la metà degli ingredienti comprati il mercoledì o giovedì per poi ricominciare a riempire il cesto il sabato al supermercato? I miei genitori mi hanno insegnato (più che insegnato, inculcato) che ‘buttare è peccato.’ Tentiamo di non lasciarci sedurre dal consumo veloce e super economico (sovente a detrimento della qualità) che ci indulge a comprare più di quello che consumiamo. Inizialmente può sembrare un esercizio faticoso ma proviamo a portare maggiore attenzione verso quello che consumiamo, sono convinta che nel lungo termine ne gioveremo tutti.”

“ ‘Romanticamente in Due:’ questa sezione finale del libro mi piace proprio. Trovo bello incontrare del romanticismo in un libro di cucina. Certo un ricettario può apparire lontano dalla classica love story ma quale modo migliore per dimostrare amore, se non, nel investire energie, tempo e denaro per cucinare un piatto appetitoso per il proprio partner. Poiché mi giudico un’inguaribile romantica, voglio provare tutte le ricette concepite per una cenetta a due. Concordo anche con il saggio consiglio di Benedetta di ‘non decorate la tavola come il set di Beautiful! Non accendete mille candele, non abbassate troppo le luci, non addobbate il tavolo come se foste al Ritz! L’atmosfera giusta si crea in un ambiente non artefatto ma naturale e piacevole.’ Certo cucinare per una persona speciale può metterci un pò d’ansia da prestazione: d’altronde non sono le nostre nonne ad averci insegnato che gli uomini vanno presi per la gola, o no? E allora vada per ‘Meglio una candela in meno e un bicchiere di vino in più.’ “

Ricetta Rappresentante

Torta Cioccolatino

Torta Cioccolatino, Cotto e Mangiato

Ingredienti

200gr di cioccolato fondente 200gr burro 200gr di zucchero 4 tuorli e 4 bianchi montati a neve 1 pizzico di sale 4 cucchiai di farina Zucchero a velo o cacao amaro

Sciogliere il cioccolato col burro, un pò d’acqua e lo zucchero (ho utilizzato sui 150 gr di zucchero invece dei 200 gr consigliati) in un pentolino a fuoco basso. Quando l’impasto diventa cremoso, rimuovere dal fuoco, aspettare che si raffreddi qualche minuto (altrimenti i tuorli cuociono) e aggiungere i tuorli, gli albumi montati a neve, la farina e un pizzico di sale. Infornare (ho un forno a gas che accendo quando inizio ad impastare, lo metto sul ‘9’ che corrisponde ai 180/200 gradi) per 40 minuti (a metà cottura ho coperto il dolce con la carta stagnola), sfornare, lasciare raffreddare (non troppo) e mangiare!

“La torta e semplicissima da eseguire, forse ho barato un pò usando le fruste elettriche. Risultato golosissimo: in quattro persone, in meno di un giorno, abbiamo finito tutto.

Torta Cioccolatino, Cotto e Mangiato

“Se avete letto le mie riflessioni al di sopra avrete già indovinato quali sono le ragioni che mi hanno attratto a riproporvi questa ricetta. Tuttavia, ve le descrivo.

“Primo, il nome. Torta Cioccolatino ha catturato la mia attenzione: sono golosa di cioccolato (rigorosamente fondente). Cioccolatino fa parte del cerchio delle mie parole preferite, solo a sentirla mi fa venire voglia di dolcezze.

“Secondo, la forza della memoria. Un pò come Marcel Proust nel suo capolavoro (‘Alla ricerca del tempo perduto’) che viene riportato nella sua infanzia grazie all’odore di una madeleine questa torta mi ha rispedito ai tempi della scuola in cui mia mamma mi faceva trovare a merenda una torta molto simile.

“Terzo, il gusto è ottimo, continuerò a farla almeno una volta a settimana. Tanto poi, per la dieta, c’è sempre il lunedì.”

Torta Cioccolatino, Cotto e Mangiato

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1 Comment

  1. Teta Bombardieri says:

    Anch’io come Benedetta, trovo piacevole poter offrire un buon piatto al proprio innamorato per dimostrare affetto ….
    La mia nonna diceva : “L’uomo e’ un animale selvaggio che si addomestica col mangiare”…
    Simpatico no ?

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