È Pronto!


E Pronto! da Benedetta Parodi

Critico Straordinario: Alex Vitillo

Titolo completo: È Pronto! Salva la Cena con Oltre 250 Nuove Ricette Semplici e Veloci
Autore:
Benedetta Parodi
Editore (Anno): Rizzoli (2013)
Numero di pagine: 359
Quante ricette hai provato finora: 3
Dove hai comprato il libro: Amazon (versione Kindle)
ASIN: B00EZ7MAZC
ISBN: 978-88-58-65876-5

Come una Falena alla Fiamma

Ho recentemente scoperto Parodi con il suo libro Cotto e Mangiato. Mi sono divertita così tanto a recensire il suo libro che ho desiderato ‘indagare’ ulteriormente su Parodi e provare le ricette di questo È Pronto.

Innanzitutto, la copertina mi piace tantissimo: questo disegno di una cucina un pò vintage, una cuoca sorridente con grembiule e, quello che mi piace maggiormente, scarpe tacco dodici rigorosamente rosse. Insomma non dobbiamo mica essere tutte casalinghe disperate per passare del tempo in cucina. In più, mi sembra di aver capito che con questo libro siamo noi a decidere se vogliamo passare solamente quindici minuti o qualche ora in cucina. Insomma, dalla sola copertina mi viene voglia di sperimentare tutte queste ricette, semplici e veloci.

Cinque Preferenze

Le 5 ricette che preferisco in questo libro sono:

5. “Arancine” (1920, Kindle edition)

4. “Pizza Bomba” (2253, Kindle edition)

3. “Tostovo” (2367, Kindle edition)

2. “Crudaiola” (1478, Kindle edition)

…and my pick for the No.1 quote is…

1. “Brick a L’oeuf” (1325, Kindle edition)

Nuovi Ingredienti

Gli ingredienti sono regali meravigliosi della natura. Mettili insieme e fai nascere la poesia del gusto. Ricombinali e l’esperienza cambia. Per apprezzare il gusto, si deve anche capire la provenienza del prodotto.

Nuovo ingrediente: ventresca di tonno (sostantivo)

Definizione (Fonte: Wikipedia): la ventresca è la più pregiata parte del tonno rosso
Usato in: “Spaghetti alla Ventresca di Tonno” (1822, Kindle edition)

Nuovo ingrediente: mezze maniche (sostantivo)

Definizione (Fonte: Barilla): Le Mezze Maniche Rigate sono più corte dei simili Rigatoni, ma altrettanto abili nel trattenere i condimenti più diversi, da quelli corposi come i ragù a quelli più lisci e cremosi. Grazie alla loro forma cilindrica e alla rigatura esterna, il sugo può essere gustato in tutte le sue diverse sfumature, assaporandone ogni singolo ingrediente. Per la loro corposità, le Mezze Maniche sono ideali anche per piatti saltati in padella, in cui viene esaltato tutto il loro sapore.
Sinonimi: maniche di frate
Origini: originarie dell’Italia centro-settentrionale
Usato in: “Crudaiola” (1478, Kindle edition)

Conversazione con il Lettore

Quando leggo, scrivo, e scrivendo, leggo. Ecco alcune riflessioni ispirate dai piatti creati usando questo libro di ricette:

“Cucinare è una questione di passione ma anche di tempo. Ci sono giorni in cui tutto è pianificato per organizzare un menu sontuoso e ci sono volte in cui in 10 minuti bisogna mettere insieme primo, secondo e dolce. L’importante è che, in tutti i casi, si riesca a portare a tavola cose buone che rendano felici chi le mangia.” (66, Kindle edition)

“Queste due frasi sono solo l’imposto del libro, eppure bastano a travolgermi e portarmi in un vortice senza fine. Ci sono così tante emozioni rinchiuse in queste poche righe introduttive: il tempo che passa, e nella maggior parte dei casi, manca. L’abilità di creare un menu di tre portate: antipasto, primo, secondo. Se proprio vogliamo essere delle ‘super stars,’ allora ci abbiniamo anche il dessert. Infine, mi salta agli occhi la parola ‘felici.’

“Abbiamo tutti una nostra idea e visione su ognuno di questi concetti. Per esempio penso al tempo come padrone inconfutabile della nostra vita. Lento o veloce che sia, sempre dominatore delle nostre scelte. Influenza anche le scelte apparentemente più banali come la decisione delle portate da mettere in tavola. Non per niente, nel libro le ricette sono suddivise in base al tempo di preparazione e cottura. Io, come penso molte mamme, mi concentro su come combattere il passare del tempo: che sia attraverso creme ‘anti-age,’ che sia correndo da un’attività all’altra, che sia abbandonando l’orologio dentro un cassetto sotto false pretese che il tempo non mi condiziona. Un pò come Don Chisciotte che combatteva contro i mulini a vento pensando fossero giganti.

“Poi ho menzionato l’importanza dei menu. I piatti portati in tavola sono un modo di comunicare alle persone che ci sono vicine le nostre emozioni. Se siamo arrabbiati, probabilmente portiamo in tavola poco e niente, un ‘arrangiati tu’ diventa la portata principale. Se siamo felici, innamorati, allora siamo disposti a passare in rassegna mille ricette, andare a caccia degli ingredienti più esotici, investire in decorazioni per la tavola. Inoltre, cosa da non sottovalutare, i menu sono indicativi delle nostre abitudini, della nostra provenienza, del nostro carattere. Siamo avventurosi, ci piace sperimentare? Oppure siamo conservatori, dediti alle stesse pietanze ‘day in and day out.’ Per i pigri o a chi manca la fantasia è possibile trovare su internet delle società che settimanalmente portano a casa una scatola di ingredienti con delle ricette giornaliere. Apparentemente, in Giappone questa soluzione è molto popolare; qui in Inghilterra si sta sviluppando.

“Infine, il tutto viene condito con un pizzico di felicità. Felicità che rincorriamo tutti ed a cui attribuiamo le nostre aspirazioni, sogni ed emozioni. Sulla felicità si fanno studi, workshops, esperimenti, dibattiti. Io non voglio (almeno per ora) spiegarvi la mia teoria contorta su cosa possa essere la felicità ma sicuramente la voglio augurare a tutti voi che mi state leggendo.”

“Se mettersi ai fornelli è una piccola sfida che tutti noi dobbiamo affrontare quotidianamente, spero che questo libro possa essere lo strumento giusto per conquistare ogni volta una nuova vittoria.” (66, Kindle edition)

“Sfida e vittoria sono due parole che hanno trovato una grande risonanza con il mio ‘io’ più profondo. Poche settimane fa ho avuto il piacere di andare ad un incontro con l’inglese Dave Cornthwaite, che si è presentato come un avventuriero. Suggerisco di visitare il suo blog perché Dave è una vera fonte di ispirazione. Come lui fino ad ora non avevo mai incontrato nessuno. Secondo Dave, la ‘routine’ uccide la nostra crescita. Solo uscendo dalla nostra ‘comfort zone’ riusciamo a crescere ed espandere i nostri limiti. La sua filosofia inoltre è rafforzata da un’attitudine mentale a dire sì sovente. ‘È dicendo che si portano a termine le azioni,’ dice Dave. Osservazione banale? Forse non più di tanto. Ecco, per me ascoltare Dave è stata una rivelazione, mi ha spaventato certo. Io vivo le mie giornate scandite dalla routine, e mi piace! Non riesco lontanamente ad immaginare di lasciare la mia casa, la mia famiglia, le mie cose per andarmene a scalare l’Himalaya, attraversare la manica a nuoto o anche semplicemente farmi un viaggio in solitario a piedi. Però una spinta me l’ha data comunque. Ho iniziato a concretizzare i miei desideri tra cui quello di un blog di una mia finestra di vita londinese da condividere con estranei che possano avere voglia di rilassarsi visitando i miei articoli leggeri. Così grazie a Dave, e alle esortazioni di Parodi, mi sono detta, ‘Sì! Anche io posso fare quello che desidero!’ Allora, spazio alle sfide e largo alle vittorie!”

“Filetto alla Wellington—ho voluto cimentarmi con questo classicissimo secondo inglese perché ho visto milioni di volte Gordon Ramsey.” (3173, Kindle edition)

“Una cosa che mi ha piacevolmente sorpreso di questo libro è stata la vasta scelta di ricette internazionali. Difatti, i viaggi che preferisco sono quelli in cui allaccio la cintura del pigiama al divano (si fa per dire), la camomilla e un cioccolatino mi vengono serviti da mio marito mentre io decollo con un film. Risultato: ‘jet lag’ zero, stanchezza minima e immaginazione in fibrillazione a seguito di riprese cinematografiche mozzafiato di paesaggi selvaggi e lontani. Talvolta, in un’ora e mezzo, riesco comodamente a fare il giro del mondo e tornarmene a casa con ancora qualche popcorn in mano.

“Ecco, con le ricette di Parodi ho fatto il giro del mondo. Ci sono diversi piatti inglesi, americani, nord africani. Vivendo in Inghilterra mi sono sentita fiera di trovare piatti inglesi nel libro. Generalmente la frase più frequente che si sente dire sulla cucina inglese non è molto educata. La cucina nord africana è anche essa a me carissima. I miei nonni sono nati in Tunisia e il cuscus di mia mamma penso sia imbattibile.

“Parlando di cuscus, vorrei fare una parentesi e dire che il cuscus verde (1798, Kindle edition) di Parodi è leggermente diverso per modalità di cottura da quello fatto in casa mia. Nel libro si parla di far rinvenire il cuscus nell’acqua bollente mentre in famiglia (come si fa in tutta l’Africa del nord) lo cuociamo a vapore in una pentola speciale ‘le couscoussier’: una pentola fatta a due strati. Nella parte bassa della pentola si cuociono le verdure con la carne (in Tunisia si usava il montone), o il pesce (più usato in Sicilia) ed in un cestello inserito in alto della pentola si mette la grana di cuscus. Prima ancora di mettere il cuscus a cuocere, c’è tutto un cerimoniale da seguire: bisogna leggermente bagnare la grana con dell’acqua aromatizzata (timo, alloro, rosmarino, ecc.), aggiungere delle spezie (cumino, peperoncino ed altro) in una teglia abbastanza larga, annaffiare con un filo d’olio, mescolare con le dita per non far formare dei grumi, coprire e lasciare riposare finché la grana si gonfi. Dopo un paio di ore di riposo, il cuscus viene allora inserito nel couscoussier sopra l’intingolo di carne e verdure e dopo 20-30 minuti di cottura, deve essere versato di nuovo nella teglia, annaffiato con l’acqua aromatizzata, poi rimesso a cuocere. Questa operazione si ripete almeno due o tre volte.

“Altra curiosità legata al cuscus: sia la Sicilia che i paesi del nord Africa si contendono le origini del cuscus. Tornando alle mie riflessioni legate alle ricette internazionali, il libro offre una collezione varia e innovativa, almeno per me che cucino sempre le solite cose. Non ho molta fantasia nel preparare la cena. Mio figlio mangerebbe solo pasta (possibilmente in bianco), mia figlia sgranocchia ma non mangia, mio marito non riconosce di aver mangiato se non è inclusa la carne (la mette anche sulla pasta al pesto—i petti di pollo) mentre a me basterebbe un piatto di affettati con insalata.

“Insomma, grazie alla guida di È Pronto non solo mi sono dilettata a sperimentare l’abbinamento di ingredienti che si trovano nella sezione ‘world food’ dei supermercati, ma anche a re-inventarle con ingredienti a chilometro zero (‘…sì’, la risposta alla vostra domanda se cambiare gli ingredienti è stata una decisione poco affidabile).”

Ricetta Rappresentante

Brick a L’oeuf

Ingredienti

Una patata lessa
Un uovo
Una rotolo di pasta filo
Una scatoletta di tonno
Una decina di capperi
Groviera

Farcire la pasta filo con gli ingredienti elencati qui sopra, ripiegarla formando un triangolino e friggerla nell’olio bollente.

“Quando ho trovato questa ricetta nel libro il mio cuore ha sussultato. Parodi loda il fratello viaggiatore per averle fatto conoscere le brick e io ringrazio mia mamma, nata a Tunisi e grande cuoca di brick. Non le faccio spesso perché non sapevo dove procurarmi la pasta da brick, non avevo mai pensato di usare la pasta filo. Devo dire che sono un pò prevenuta su quest’alternativa, però non vedo l’ora di provarla. Questa ricetta dice di farcire la brick con tutti gli ingredienti mentre io sono abituata a mangiarla all’uovo solamente, oppure patate, tonno e capperi (in Tunisia la farcitura all’uovo era tipica della cucina araba mentre quella con le patate, tonno e capperi della cucina ebrea). Variante minima, oggi proverò a mischiare. Il formaggio però non voglio aggiungerlo, proprio non mi fa gola in questo piatto. Scusa Benedetta, mi ribello alle regole degli ingredienti.”

Spesso comprati insieme…





Comments are closed.